Al Polo Australe in velocipede di Emilio Salgari (1895): — Un ritardo di pochi giorni può esserci fatale, Peruschi. L'estate è assai avanzata, l'inverno non è lontano e la via è lunga per ritornare alla costa. È necessario affrettare la nostra partenza, poiché sono impaziente di rivedere Bisby ed i marinai. Per giungere qui abbiamo impiegato un tempo molto superiore alle nostre previsioni e più ne impiegheremo nel ritorno, ora che la macchina è inservibile. ....Anch'io, amici, desidererei arrestarmi qui parecchie settimane per fare numerose osservazioni e sciogliere tanti quesiti polari che la scienza attende dagli esploratori, ma un lungo soggiorno sarebbe forse la nostra perdita.
L'isola del giorno prima di Umberto Eco (1994): In ogni caso Ferrante, ignaro degli Antipodi, non poteva porsi tali quesiti. Aveva visto la colomba, dapprima l'aveva nutrita con qualche briciola di pane, per puro passatempo, poi si era chiesto se non poteva usarla per i suoi fini. Sapeva che i colombi servono talora per portar messaggi certo, affidare un messaggio a quell'animale non voleva dire inviarlo con certezza dove egli avrebbe davvero voluto, ma in tanta noia valeva la pena di tentare.
L'edera di Grazia Deledda (1920): I vecchi ricominciarono a pregare, ed egli chinò la testa sulla mano e s'immerse nei propri pensieri: dopo tutto, lo spettacolo della morte, benché non gli riuscisse nuovo, lo rattristava, e gli faceva ritornare alla mente mille quesiti vecchi come il mondo e sempre nuovi e sempre difficili a risolversi. Finisce tutto con la morte? Abbiamo davvero un'anima immortale? E dove va, quest'anima, dopo la nostra morte? Dov'è l'anima del vecchio asmatico? Esiste davvero il Signore, il Dio dei nostri padri, seduto sulle nuvole, il vecchio Dio giusto e terribile, il Dio con la bilancia, tanto amato e riverito dai vecchi nonni? |